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Cecità temporale: quando il tempo non si sente

5 min di lettura

Arrivare venti minuti in ritardo senza accorgersene, oppure passare tre ore su un compito che sembravano quaranta minuti: la cecità temporale è una difficoltà a percepire la durata, comune nell'ADHD e frequente nell'autismo.

È una difficoltà di percezione, non mancanza di volontà

Stimare quanto dura qualcosa, sentire il tempo passare e accorgersi che una scadenza si avvicina dipendono dalle funzioni esecutive. Quando funzionano in modo diverso, l'orologio interno non manda alcun segnale, e nessuna buona intenzione lo sostituisce.

Rendere il tempo visibile

Un timer visivo che si riduce con il passare del tempo, un orologio analogico con la fine dell'attività segnata, o semplicemente annunciare la durata prima di iniziare: l'idea è passare da un tempo che si sente a un tempo che si vede.

Ancorare i compiti agli eventi, non alle ore

«Dopo colazione» è più facile da cogliere di «alle 8:15». Agganciare un compito a qualcosa che accade già ogni giorno elimina il bisogno di controllare l'orologio.

Domande frequenti

La cecità temporale è una diagnosi ufficiale?
No. Descrive una difficoltà a percepire il tempo, molto riferita insieme ad ADHD e autismo, ma non è una diagnosi in sé.

Contenuto informativo. Non costituisce una diagnosi né un consiglio medico e non sostituisce un percorso professionale.

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